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Istruzioni per la cura del tavolo

Le nostre creazioni sono uniche e durature, ma il legno resta un materiale vivo e la resina una superficie che si può segnare. Cinque regole, poche e semplici, bastano a tenere un tavolo come il primo giorno per decenni.

AggiornatoLuglio 2026
Lettura6 minuti
DifficoltàFacile
ArgomentoManutenzione
Panno in microfibra e olio naturale sulla superficie lucida di un tavolo in noce e resina epossidica nera
Panno morbido, acqua tiepida, sapone neutro: nel 95% dei casi non serve altro

Mantenere un tavolo in legno e resina epossidica in condizioni perfette è fondamentale per garantirne la durata e preservarne la bellezza. Questi tavoli richiedono cure specifiche, perché combinano la naturalezza del legno con l'innovazione della resina — due materiali che reagiscono in modo diverso a calore, acqua e detergenti.

Qui trovi i passaggi essenziali per prenderti cura del tuo tavolo, mantenendolo sempre come nuovo.

Regola 01Pulizia quotidiana

È il primo passo, e quello che conta di più nel lungo periodo. Usa un panno morbido, preferibilmente in cotone o microfibra, leggermente inumidito con acqua tiepida. Evita i prodotti chimici aggressivi, che possono danneggiare sia la resina sia il legno. Per le macchie persistenti aggiungi una goccia di sapone neutro all'acqua.

  1. Rimuovi la polvere con un panno asciutto.
  2. Inumidisci leggermente un panno con acqua tiepida e, se serve, poco sapone neutro.
  3. Passa delicatamente sulla superficie, evitando movimenti circolari eccessivi che possono graffiare la resina.
  4. Asciuga subito con un secondo panno morbido per non lasciare aloni.
Da evitare sempre

Alcol, ammoniaca, candeggina, sgrassatori da cucina, spugne abrasive e panni ruvidi. Opacizzano la resina in modo irreversibile: una volta persa la brillantezza non si recupera con la pulizia, ma solo carteggiando e rilucidando. Nel dubbio, acqua tiepida.

Regola 02Protezione dalle fonti di calore

Il calore è il peggior nemico di un tavolo in legno e resina. Evita di posizionarlo vicino a termosifoni, stufe o caminetti: gli sbalzi di temperatura possono causare deformazioni o crepe sia nel legno sia nella resina.

  • Usa sottopiatti e tovagliette per proteggere la superficie dal calore delle stoviglie.
  • Non appoggiare mai pentole o tazze molto calde direttamente sul piano.

Il numero da ricordare è 60–70 °C: sopra questa soglia la resina inizia a soffrire, e una pentola appena tolta dal fuoco la supera abbondantemente. Un alone bianco da calore è uno dei pochi danni che richiedono di rilucidare la zona.

Regola 03Attenzione all'umidità

Un'esposizione eccessiva all'umidità danneggia il legno e può provocare rigonfiamenti o deformazioni. La resina, per quanto resistente, perde brillantezza se resta a contatto con liquidi senza essere asciugata.

  1. Pulisci immediatamente ogni liquido versato — in particolare vino, caffè e agrumi.
  2. Usa sottobicchieri: la condensa di un bicchiere lascia aloni sulla superficie.
  3. Mantieni il tavolo in un ambiente a umidità controllata, evitando gli eccessi in entrambe le direzioni.
Nota di bottega

Anche l'aria troppo secca è un problema, ed è quello che vediamo più spesso d'inverno. Con il riscaldamento acceso l'umidità in casa scende sotto il 30% e il legno si ritira, mettendo in tensione la linea di contatto con la resina. Un umidificatore, o semplicemente qualche pianta in più nella stanza, mantiene il legno stabile.

Regola 04Levigatura e lucidatura periodica

Con il tempo il tavolo può richiedere una levigatura leggera per eliminare piccoli graffi e ripristinare la lucentezza della resina. È il grande vantaggio di questo materiale: la superficie si recupera, non si sostituisce.

  • Usa carte abrasive a grana molto fine per una levigatura leggera, lavorando sempre in piano.
  • Applica una cera o un olio specifico per legno e resina per ripristinare la lucentezza.
  • Segui sempre le istruzioni del prodotto che utilizzi, per non danneggiare la superficie.

Per i segni profondi serve una micro-colata di resina nel solco, seguita da carteggiatura e lucidatura. È un intervento che facciamo regolarmente anche su tavoli non nostri: se hai dubbi, scrivici prima di provarci da solo.

Lucidatura di un tavolo in resina epossidica con tampone morbido: metà superficie a specchio, metà ancora opaca
Una lucidatura ben fatta riporta la superficie allo stato originale — anche dopo anni

Regola 05I prodotti giusti

Scegliere il detergente sbagliato è il modo più rapido di rovinare un piano. Evita i prodotti aggressivi e usa formulazioni specifiche per i due materiali.

  • Per il legno: oli naturali o cere specifiche che nutrono e proteggono la superficie senza lasciare residui appiccicosi.
  • Per la resina: detergenti neutri o prodotti appositi per la pulizia della resina epossidica. Verifica che non contengano abrasivi.
Ogni quanto intervenire
InterventoFrequenzaCosa serve
Pulizia ordinariaQuotidianaPanno microfibra, acqua tiepida
Pulizia a fondoSettimanaleSapone neutro, due panni
Olio sul legno1–2 volte l'annoOlio naturale per legno
Pasta lucidante sulla resinaOgni 1–2 anniPasta lucidante, tampone morbido
Ripristino graffi profondiAll'occorrenzaMicro-colata e rifinitura

In conclusione

Prendersi cura di un tavolo in legno e resina epossidica richiede attenzione e l'uso di tecniche e prodotti adeguati. Seguendo questi passaggi potrai mantenerlo sempre splendente, garantendogli una lunga vita e preservandone la bellezza. Il tempo investito nella manutenzione regolare non protegge solo il tuo acquisto: esalta l'eleganza naturale del legno e la brillantezza della resina.

Se il tuo tavolo ha bisogno di un intervento più serio — una lucidatura completa o un ripristino — ce ne occupiamo anche a distanza di anni dall'acquisto. Scrivici a info@woodriviera.com.

Se invece stai valutando l'acquisto, puoi configurare il tuo tavolo in 3D oppure guardare il listino completo.

Domande frequenti

Come si pulisce un tavolo in resina epossidica?

Con un panno morbido in cotone o microfibra leggermente inumidito con acqua tiepida. Per le macchie persistenti, una goccia di sapone neutro. Asciuga subito con un secondo panno per evitare aloni. Vanno evitati detergenti aggressivi, prodotti a base di alcol o ammoniaca e qualsiasi abrasivo: opacizzano la resina in modo irreversibile.

Si possono appoggiare pentole calde sul tavolo?

No. La resina inizia a soffrire già intorno ai 60–70 °C: una pentola appena tolta dal fuoco può lasciare un alone opaco o una deformazione permanente. Usa sempre sottopentola e tovagliette, e tieni il tavolo lontano da termosifoni, stufe e caminetti.

Come si tolgono i graffi da un tavolo in resina?

I graffi superficiali si eliminano con una carteggiatura leggera a grana molto fine seguita da pasta lucidante e tampone morbido. Per i segni profondi serve una micro-colata di resina nel solco e poi la rifinitura. È il vantaggio della resina: la superficie è recuperabile, non da sostituire.

La resina epossidica ingiallisce con il tempo?

Le resine di qualità con filtro UV resistono molto bene, ma nessuna è del tutto immune alla luce solare diretta e prolungata. La regola pratica: non mettere il tavolo davanti a una vetrata esposta a sud senza schermatura. Una finitura protettiva anti-UV rallenta ulteriormente il fenomeno.

Ogni quanto va oliato il legno?

In genere una o due volte l'anno per un tavolo da pranzo usato quotidianamente. L'olio va applicato solo sulla parte in legno, con panno morbido e in strato sottile, lasciando assorbire e rimuovendo l'eccesso. Sulla resina non serve: si tratta con pasta lucidante quando perde brillantezza.

Il tavolo può stare all'aperto?

Solo se è stato preparato per l'esterno, con una finitura protettiva anti-UV e sotto una copertura. Sole diretto, pioggia e sbalzi termici sono la combinazione peggiore possibile: il legno si muove, la resina ingiallisce e la linea di contatto fra i due materiali va in tensione. Per un uso esterno stabile serve dichiararlo prima della lavorazione, non dopo.

Quanto peso può sopportare un tavolo in legno e resina?

Molto più di quanto un uso domestico richieda. Su un piano da 6 cm di spessore con una base correttamente dimensionata, il limite pratico non è il piano ma la struttura che lo regge.

Il punto d'attenzione non è il peso complessivo, è il carico concentrato: sedersi sul bordo o appoggiare tutto il peso su un angolo genera una flessione localizzata che il piano non è progettato a sopportare, soprattutto a sbalzo oltre la base. Vale anche per le campate lunghe: un tavolo da tre metri con una base centrale singola flette molto più di uno stesso piano su due portali.

La resina epossidica è tossica a contatto con gli alimenti?

Da liquida sì, va maneggiata con guanti e mascherina. Una volta correttamente catalizzata — cioè miscelata nei rapporti esatti e completamente polimerizzata — diventa un materiale inerte, ed è il motivo per cui i tavoli in resina si usano normalmente per mangiare.

Detto questo, «inerte» e «idoneo al contatto alimentare» non sono la stessa cosa: l'idoneità è una proprietà del singolo prodotto e va provata dalla dichiarazione di conformità del produttore, non dedotta dal materiale in generale. Se ti serve quel documento per la resina usata sul tuo tavolo, chiedicelo e te lo giriamo.

In pratica, comunque: il piano non è un tagliere — taglia sempre su un supporto dedicato — e non regge pentole calde.

Il team Wood RivieraBottega artigiana · Riviera del Brenta, Veneto
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